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Quando il filo dà vita e movimento alla materia

C’è qualcosa di sorprendentemente vivo nei ricami della collezione Autunno Inverno 26/27 di SEAB, azienda specializzata nella creazione di accessori esclusivi per il settore della moda. Un movimento materico che rompe le superfici ed esce dai contorni. «Volevamo che il ricamo diventasse struttura; che si sentisse, non solo si vedesse», racconta Roberto Scannerini, responsabile commerciale. Tra le nuove proposte c’è una rivisitazione del punto spugna, tradizionalmente utilizzato per finiture a rilievo. SEAB lo combina con una tecnica d’intreccio particolare per ottenere un sorprendente “effetto pelo di agnello”. Il risultato è una texture voluminosa, setosa al tatto, con un’aria couture, ma familiare, che viene voglia di toccare. Ispirato a un quadro, invece, il ricamo che raffigura un cavallo: un mix tecnico che unisce ricamo 3D e punto lungo, per poi concludersi con un filato pettinato, spazzolato fino a creare un ciuffo morbido e libero, come la criniera di un cavallo in corsa. Ed è proprio questa la sensazione: movimento puro che esce dal disegno, fluttuante e vivo. La collezione comprende inoltre veri e propri patchwork ricamati, che uniscono lavorazioni diverse: pizzo, organza, nido d’ape, basi tatami personalizzabili, tenute insieme da un codone che le assembla. Un gioco creativo, dove ogni frammento ha una sua matericità distinta, in un equilibrio dinamico. Infine, la canottiglia: un filo metallico tubolare, ricamato completamente a mano secondo una tradizione antichissima che SEAB mantiene viva nei propri laboratori in India e Pakistan. «Il ricamatore taglia ogni segmento, lo infila nell’ago e lo cuce seguendo lo schema di disegno da realizzare», racconta Scannerini. Con una cartella colori che supera le 250 tonalità, la canottiglia non è solo oro e argento, ma una tavolozza brillante e sofisticata. Con questa collezione, SEAB non ricama soltanto: scolpisce e dà movimento alla materia.