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Il ricamo che diventa architettura e racconta l’identità di uno spazio

«Ci sono dettagli che parlano, più di mille parole. Il ricamo, per noi, è uno di questi. Con un filo raccontiamo storie, emozioni, identità», racconta Maria Pia Colombo, titolare di Anna Monti, azienda che da oltre un secolo trasforma il ricamo in linguaggio emozionale. Fondata dalla nonna Gina, oggi è punto di riferimento per la decorazione tessile su misura, applicata a home linen, interior, retail, hôtellerie e yachting. L’evoluzione più recente si inserisce nella filosofia del soft furnishing: i tessili non sono solo decori, ma elementi architettonici capaci di dare forma all’identità di uno spazio. Da qui nascono le pareti tessili: tendaggi leggeri, ricamati a regola d’arte, capaci di creare scenografie trasparenti e avvolgenti, ma anche di ridefinire uno spazio. Tutto parte dal desiderio di trasformare la sede storica di Meda in un luogo che raccontasse il potenziale narrativo del ricamo. Insieme all'architetto Alberto Colzani, l’azienda ha realizzato pareti che si comportano come tende ma funzionano come quinte teatrali: si montano, si personalizzano, cambiano veste. Boiserie leggere, stipiti disegnati col filo e decorazioni preziose rivelano la forza narrativa del ricamo. Perfette per open space, boutique, hotel o fiere. «Personalizzazione è la parola chiave. Che sia un complemento d’arredo o una parete, ogni progetto prende forma in dialogo con designer e product manager, mixando varie tecniche – rilievi, stampa su filo, laser, punto spugna – e materiali diversi, dal tulle alla pelle. Un lavoro su misura che trasforma ogni intuizione in prototipo, e ogni prototipo in storia», spiega Francesca Risoluto, Business Developer. Il futuro? Contaminazione, tra arte, tessile e architettura. «Dobbiamo diffondere bellezza», conclude Maria Pia Colombo. «In un mondo che ha bisogno di ritrovarsi, il ricamo è un modo per dire chi siamo. Silenziosamente. Ma con forza.»