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Quando la vernice fa la differenza: tecniche e segreti del fashion coating

Per gli accessori moda, l’estetica non basta, serve anche la resistenza. Finiture e verniciature sono ormai parte integrante del progetto creativo, e richiedono lavorazioni su misura, capaci di unire tecnica e sensibilità cromatica. È il mestiere di Svif, specializzata in verniciature liquide per bijoux e accessori. «In base al tipo di materiale e all’effetto richiesto, realizziamo due principali tipi di lavorazione», spiega Lorenzo Pettineo, titolare. La cataforesi è un trattamento a immersione: la vernice si deposita tramite conduzione elettrica, raggiungendo anche gli spazi più nascosti. «È nata per le catene, ma oggi viene usata anche su altri accessori perché garantisce uniformità e brillantezza con un’ottima tenuta nel tempo». Il pezzo viene immerso in una soluzione acquosa carica di particelle di vernice, che si fissano in modo omogeneo grazie a un processo elettrochimico. Il risultato è una pellicola protettiva sottile e resistente, ideale per metalli come l’ottone, ma non adatta a materiali sensibili al calore come zama o metacrilato. Diversa la verniciatura a spruzzo, che offre massima libertà creativa. «Utilizziamo sia impianti automatizzati con pistole a turbina, sia la parte manuale, dove la mano del verniciatore fa davvero la differenza». Un esempio? L’effetto madreperla, nostro cavallo di battaglia: «È una lavorazione che richiede esperienza, prove su colore e combinazioni calibrate con contagocce. siamo tra i pochi a realizzarla con questa qualità. Stiamo investendo anche nell’automazione per rendere i processi più stabili. Ma il cuore resta sempre lo stesso: tradurre la visione degli stilisti in oggetti belli, solidi e replicabili. Il nostro ruolo? Essere problem solver, con stile».