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La nuova frontiera del ricamo a macchina unisce creatività stilistica a innovazione progettuale

C’è una qualità che distingue coloro che compiono piccole rivoluzioni: la voglia di spingersi oltre. È quella che caratterizza Valentina Spini e Mario Filosa, coppia alla guida di Marval, ricamificio con 70 anni di esperienza (e un archivio di 80mila disegni) che negli ultimi 14 anni ha saputo rinnovarsi e rinnovare il mercato grazie a una combinazione di creatività stilistica e tecnologica. «Quando ho rilevato l’azienda dei nonni di Valentina, l’expertise era altissima. Il modo di lavorare è rimasto lo stesso, ma la mia competenza progettistica ci ha permesso di fare il salto: modifichiamo le macchine per creare punti tradizionalmente possibili solo a mano, o a macchina ma con grande impiego di tempo. Un esempio? Riusciamo a fare un punto tappeto composto da 60 colori con una macchina da 12, con un risultato che sfiora la stampa digitale in quanto a precisione», spiega Filosa. Un risultato possibile grazie alla continua voglia di migliorarsi, anche nei momenti più complicati. «Il periodo Covid, che ha dilatato tempi e produzioni, si è trasformato in un’opportunità. Abbiamo trovato soluzioni a lavorazioni che sembravano impossibili, e fatto investimenti, come l’attuale sede a San Gimignano che conta oggi 28 macchine. La soddisfazione più grande? I brand vengono da noi sapendo che troveremo una soluzione quando altri diranno che è impossibile». Come dimostra il lavoro con la rafia, una delle eccellenze di Marval, in grado a oggi di riprodurre a macchina l’80% delle lavorazioni manuali. «Crediamo fortemente che si può sempre migliorare, sia noi stessi che il sistema in cui siamo. Questo, insieme all'energia delle oltre 25 persone che ci accompagnano nel nostro percorso, fa davvero la differenza».