Le nuove frontiere delle paillettes
di Francesca Zaccagnini
15 settembre 2025

Credit: Valentino
Gli anglofoni le chiamano sequins, un’inglesizzazione dell’italiano zecchini, le monete che i ricchi veneziani cucivano sugli abiti per non perderle e che hanno dato il via alla moda di ricamare i vestiti più preziosi con dischi metallici scintillanti. Dagli anni Venti del Grande Gatsby a oggi, passando per il glam anni Settanta e Ottanta, le paillettes si sono evolute per materiali e forme senza smettere di illuminare le creazioni di stilisti italiani e internazionali, che le hanno utilizzate per dar vita a decorazioni da sogno, di straordinaria bellezza e complessità.
Soprattutto nella prossima stagione le paillettes sono protagoniste, sia per abiti classici che per creare lavorazioni irriverenti, come il long dress di Valentino dove sono i pixel di lusso per comporre il muso di un gatto riprodotto con la fedeltà di una stampa digitale.
Oppure cambiano nella sostanza, per esempio diventando più attente all’ambiente, come da Stella McCartney che utilizza le Sequinova, composte da materiale bio derivante da cellulosa, completamente biodegradabili.
Ma sono anche innovative nel processo di applicazione, come nella collezione uomo Primavera Estate 26 di Rick Owens dove sono ricoperte di latex e poi spazzolate a mano.
E a livello tecnico? Tra le innovazioni più interessanti di processo c’è il Ponte Laser SL10 di SEIT Elettronica: con questa tecnologia, le paillettes non vengono più applicate in modo standard, ma sono ricavate da fogli laminati fissati direttamente sulla pelle, il tessuto o il capo da decorare. Il laser interviene ritagliando forme su misura o creando incisioni: loghi, motivi complessi, effetti 3D, senza nessun limite di fantasia o materiale. Il risultato? Decorazioni personalizzate, definite nei minimi dettagli, realizzabili in tempi ridotti e senza danneggiare i materiali sottostanti.