La rivincita della crosta
di Francesca Zaccagnini
17 giugno 2025


Il mondo della pelle è, per definizione, un mondo fatto di circolarità. L’industria pellettiera infatti vive degli scarti di quella alimentare, e a sua volta è composta da più elementi che possono e devono venire recuperati per migliorare sempre di più questo processo di sostenibilità. Tra tutti, la crosta gioca un ruolo centrale: considerato meno pregiato del fiore per le sue caratteristiche di fibrosità e porosità, è diventato negli anni, grazie alle innovazioni nel suo processo di nobilitazione, un materiale sempre più versatile e qualitativamente alternativo al fiore, come ci spiega Alex Rossi, Marketing and Sales Director di Sirp, azienda veneta che da anni si dedica alla valorizzazione della crosta nobilitata.
«Al giorno d’oggi si tratta di un materiale davvero molto versatile, che raggiunge spessori più bassi rispetto ai tradizionali 1.2-1.4 mm che lo rendono molto competitivo in termini di morbidezza, portandolo quasi ai livelli di un fiore in quanto a performance e caratteristiche sensoriali».
Un risultato reso possibile nel processo di concia tramite l’uso di ammorbidenti e processi specifici nella fase di concia in wet blue ma anche tramite rifinizioni goffratura, stampa e incisione, che arricchiscono la superficie della pelle con effetti visivi e tattili che riproducono la grana della pelle, presente naturalmente nel fiore ma non nella crosta.
Se tradizionalmente si trattava di un materiale utilizzato per passamanerie, trimming o fustelle di piccole dimensioni, adesso si presenta come un materiale adatto persino a borse grandi e morbide, anche come alternativa allo scamosciato che in questo momento è un trend di stagione. La sfida per i prossimi anni è affinare ancora di più questo gap e investire sulla sostenibilità.
«Stiamo lavorando molto sulla tracciabilità della materia prima e sui temi legati alla sostenibilità reale, non solo dichiarata», spiega Rossi. «A breve presenteremo il nostro primo bilancio di sostenibilità, frutto di un percorso di allineamento agli standard internazionali ma anche di scelte concrete come il nostro impianto di depurazione interno, autonomo dal distretto conciario, che ci consente di avere un controllo diretto e puntuale su tutto il processo».