La pelle nel debutto di Dario Vitale da Versace
di Claudia Poticky
20 ottobre 2025

Credit: Versace
Il debutto di Dario Vitale da Versace ha scosso la settimana della moda milanese: un deciso ritorno agli anni Ottanta e a quella parte di archivio rimasta inesplorata durante la direzione creativa di Donatella Versace. Uno dei capisaldi di Gianni Versace era proprio la pelle, che in questa collezione viene proposta con diverse lavorazioni. Ne abbiamo selezionate tre che hanno definito il carattere della sfilata.
Stampa e goffratura
Gianni Versace iniziò la sua carriera disegnando una serie di abiti in pelle per Complice. Nella collezione Primavera Estate 2026, il materiale conquista ogni capo del guardaroba: non solo nella versione liscia, ma anche sperimentando con le texture. Pantaloni stampati riproducono l’effetto della pelle di rettile, mentre capi goffrati a strisce verticali richiamano il motivo a righe ripetuto lungo tutta la collezione.
Patchwork e intarsio
L’obiettivo di Dario Vitale è riportare Versace nel quotidiano, senza rinunciare al savoir-faire. La tecnica dell’intarsioviene impiegata per scolpire motivi geometrici, alternando pelli lisce, scamosciate ed esotiche che donano tridimensionalità alla superficie. Allo stesso tempo, la pelle trova spazio anche in chiave più disinvolta, come nei patchwork che rivestono i jeans.
Ricami e applicazioni metalliche
Il metallo è da sempre una delle colonne portanti dello stile Versace. In questa collezione, ricami e applicazioni metalliche arricchiscono i capi in pelle: in all-over, come nei reggiseni; come elemento decorativo nei gilet, autentico pezzo forte della sfilata; oppure giocati a contrasto sui jeans. Un debutto che segna un cambio radicale nello stile del marchio, intrecciando il fascino dell’heritage con la tendenza del vintage.