La moda può salvarci dal caldo estremo?
Rick Owens e adidas collaborano per una capsule di abiti “refrigeranti”, che arrivano dal mondo dello sport
di Francesca Zaccagnini
26 giugno 2026

Se Parigi (e il resto dell’Europa) brucia di caldo, non è un’eccezione. Questa non sarà l’estate più calda della nostra vita, è quella più calda della nostra vita finora. Sì perché la crisi climatica è reale, e quello che possiamo fare è attrezzarci per sopravvivere. Non poteva arrivare più puntuale di così la collab di Rick Owens con adidas, che ha mandato in passerella una serie di capi sviluppati con la tecnologia Climacool System.
La partnership è la declinazione fashion dei capi e degli accessori sviluppati dal brand tedesco per gli atleti di Formula 1 e quelli che partecipano ai Mondiali di quest’anno, e si compone di due componenti: un gilet raffreddante e una giacca isolante. L’ice vest incorpora al suo interno uno speciale gel che, una volta indossato il gilet, si scongela lentamente portando la temperatura corporea interna fino a mezzo grado in meno e abbassando quella della pelle di 13 gradi. La giacca, indossata sopra, permette di trattenere il freddo prodotto dal gilet, e, attraverso delle ventole, dà vita a una specie di sistema di aria condizionata da indossare.


Al di là dell’iperbole da passerella, il fatto che queste tecnologie siano arrivate alla moda per un bisogno specifico - il caldo estremo dell’abitacolo delle auto da corsa e le temperature estreme che i calciatori devono affrontare durante questi mesi di mondiale - rende evidente il fatto che quella di Owens e adidas è una collab più vicina alla realtà di quanto si creda. Non è un caso che il sistema di ventole sia ispirato a qualcosa che in Giappone che è già realtà da anni: le Kūchōfuku, giacche sviluppate per coloro che lavorano all'aperto durante l'estate.
Il futuro sarà sempre più caldo, e l’essere umano dovrà trovare delle soluzioni per affrontarlo. La moda dovrà tenerne conto, e sembra che con questa collaborazione lo stia già facendo.





