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L’arte del rilievo: il mondo della pelle goffrata

di Mattia Tresoldi

4 giugno 2025

 

Per goffratura si intende la stampa a rilievo, una delle tecniche più comuni e distintive nella lavorazione della pelle. Ogni volta che il fiore della pelle presenta una lavorazione tridimensionale, la creatività incontra la meccanica di precisione, dando vita a superfici con i motivi più disparati.
Ma come nasce una pelle goffrata? Quali sono le tecnologie che la rendono possibile? Lo abbiamo chiesto a Leonardo Bergozza di Bergi, azienda veneta con sede ad Arzignano, nel cuore del distretto conciario veneto, che da oltre 60 anni è un punto di riferimento nella produzione di macchinari per concerie al servizio dei settori automotive, arredamento e moda di lusso.

 

La pelle goffrata è una sottocategoria della pelle stampata: si tratta di pelle con una stampa in rilievo, usata ad esempio per riprodurre effetti pitonati o coccodrillo, per imprimere disegni decorativi o per ottenere la classica stampa a dollaro, la texture che vediamo su molte borse di lusso. Le possibilità di personalizzazione sono pressoché infinite.

 

Il rilievo si ottiene applicando calore e pressione alla pelle tramite uno stampo inciso con il motivo desiderato. La stampa può essere eseguita a piatto oppure a rullo, a seconda del macchinario utilizzato. Le vecchie presse a piatto impiegano delle lastre incise, mentre oggi i macchinari più usati sono le presse rotative a rullo. “A differenza delle presse a piatto, con le rotative non c’è rischio di sovrapposizione del disegno, perché il rullo gira in continuo: la pelle scorre attraverso la macchina e il disegno si mantiene uniforme,” spiega Bergozza.

 

Per ottenere una stampa di qualità, i parametri fondamentali sono tre: il tempo di impressione, la temperatura del rullo metallico, e la pressione, essenziale per una definizione elevata del motivo da stampare. La pelle passa quindi tra due rulli: quello inciso, riscaldato tramite un circuito ad olio che garantisce una temperatura uniforme, e il rullo di contropressione. La posizione di quest’ultimo può essere regolata, permettendo una stampa “a contatto”, esercitando una vera e propria pressione, o “a spessore”, solo sfiorando le punte del fiore della pelle e ottenendo effetti diversi.

 

Anche il metodo di incisione dei rulli gioca un ruolo chiave. “I rulli possono essere incisi a mano, ma oggi si predilige l’incisione al laser, anche per una questione economica”, spiega Bergozza. Nonostante il disegno possa essere tecnicamente identico, rulli incisi da produttori diversi influiscono molto sul risultato finale. È proprio in questo gioco di variabili che la pelle goffrata trova la sua unicità. Ogni scelta tecnica genera sfumature diverse, e ogni intervento umano cambia l’aspetto della stampa a rilievo. Ecco perché, anche di fronte a uno stesso disegno, ogni pelle goffrata sarà leggermente diversa, irripetibile.