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In tempi di crisi, la ripartenza inizia dal Made in Italy

di Claudia Poticky

17 marzo 2026

Gli scandali sul caporalato e sulle irregolarità nella produzione moda in Italia hanno rivelato le fragilità di un sistema rimasto a lungo nascosto dietro catene di subappalti sempre più frammentate. Oggi, però, trasparenza e tracciabilità sono diventate una priorità, dettata anche dai consumatori, sempre più attenti a sapere chi produce ciò che acquistano e in quali condizioni. Per questo motivo diverse aziende della filiera vedono in questo momento un possibile punto di svolta per il mercato: premiare chi negli anni ha fatto della trasparenza il caposaldo dell’intero processo produttivo.

 

È quello che racconta Fabio Bacci di Creazioni Lorenza, azienda specializzata in accessori metallici per moda e pelletteria. «Da diversi anni abbiamo deciso di investire nelle certificazioni, perché rappresentano una prova concreta non solo della qualità dei prodotti, ma anche della sicurezza dei lavoratori, della sostenibilità dei processi e della nostra responsabilità sociale”.

 

 

In questo modo si può anche garantire uno dei temi caldi della produzione in questo momento: la tracciabilità. «Abbiamo aderito anche alla certificazione LEAF, che garantisce la sostenibilità dell’intero processo produttivo, fino al singolo elemento, verificando che ogni fase rispetti standard rigorosi», continua Fabio Bacci.

 

Ma perché questi criteri siano davvero applicati, serve anche una struttura produttiva in grado di sostenerli e per Creazioni Lorenza è la verticalizzazione. «Tutti i grandi marchi con cui lavoriamo ci sottopongono ad audit severi, anche a sorpresa, che abbiamo sempre superato. Questo perché siamo noi a seguire la produzione direttamente in ogni sua fase».

 

 

Una scelta che diventa cruciale in un contesto geopolitico complesso, in cui trasporti e supply chain subiscono le difficoltà. «Avere il proprio produttore sul territorio, con la certezza che stia lavorando bene, spero diventi l’obiettivo di sempre più marchi. Un rapporto diretto con chi produce facilita la comunicazione, aumenta l’efficienza e permette di rispondere rapidamente alle esigenze dei brand», conclude Fabio Bacci.