Il segreto della concia al vegetale non è (solo) il tannino
Dai tannini all’ingrasso, il vero segreto della concia al vegetale risiede nell’equilibrio tra natura, tradizione e lavorazioni artigianali capaci di rendere ogni pelle unica
di Leather&Luxury
23 luglio 2026
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Nella filiera conciaria si tramanda una leggenda: migliaia d’anni fa, nell’epoca della preistoria, un animale andò a finire i suoi giorni in una pozza d’acqua piovana, in mezzo a un bosco di castagno. Quell’acqua, intrisa di sostanze che oggi chiamiamo tannini, che abitano corteccia e legno, fece per la prima volta la magia: riuscì a fermare il processo di deterioramento della pelle dell’animale. Nasce la concia vegetale, che ancora oggi è il metodo più naturale per trattare la pelle, rendendola sensibile ai cambiamenti del tempo eppure durevole e resistente.
I tannini si trovano all’interno delle fibre del legno e della corteccia, ma anche dei baccelli: i più usati nella concia sono il castagno, la mimosa, la tara e il quebracho, che vengono mixati secondo delle ricette che sono alla base dei prodotti originali di ogni conceria. Eppure, non è solo questo che rende i pellami unici, come racconta Giorgio Tempesti di Conceria Tempesti, che da 80 anni è specializzata nella concia al vegetale.



«Una fase fondamentale che rende la nostra azienda unica è quella di ingrasso, importantissima per la concia al vegetale». C’è l’ingrasso classico della vacchetta tradizionale, fatto con il sego bovino e altri oii di origine animale: questo procedimento è quello più fedele al processo di concia 100% naturale e permette di ottenere un prodotto che con il tempo assume caratteristiche uniche.
È il pellame della memoria, che porta su di sé i segni di chi lo indossa e lo vive, che cambia a seconda delle caratteristiche ambientali in cui si trova e dell’uso che ne fa il proprietario. Ma negli ultimi anni la concia al vegetale ha trovato nuove formulazioni che consentono di ottenere livelli prestazionali superiori.
«La vacchetta classica ingrassata con oli animali è un nostro punto fermo, ma abbiamo anche una famiglia di prodotti trattati con prodotti di concezione più moderna che permette di ampliare la gamma colori includendo i toni più freddi e chiari, e che facilita l'adesione della rifinizione».


Non cambia però la caratteristica della concia al vegetale, quella della sua unicità, a cui contribuisce anche la fase di ingrasso.
«L’olio viene assorbito diversamente dalle varie parti della pelle, poi con il tempo tutto tende a uniformarsi naturalmente. La concia al vegetale non è matematica: 2+2 non fa sempre 4, perché ogni pellame è diverso e reagisce quindi in modo diverso allo stesso procedimento, rendendolo di fatto unico e irripetibile».