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Come si riconosce una vera pelle esotica?

Tra stampa e realtà, come riconoscere le pelli esotiche e comprendere il valore tra estetica, etica e mercato

di Claudia Poticky

14 aprile 2026

Ashi Studio couture pelle esotica

Nelle collezioni Primavera Estate hanno spopolato le texture delle pelli esotiche. Il coccodrillo è comparso nel prêt-à-porter di Demna per Gucci, negli accessori di Tom Ford firmati Haider Ackermann, nei capispalla di Prada e nelle borse di Ferragamo. Eppure, per quanto possa sorprendere, soprattutto nel contesto del lusso, nessuno di questi articoli è realizzato in vera pelle di coccodrillo. Come si fa, quindi, a riconoscerla a occhio?

Solitamente si tratta di pelli di vitello o bovino su cui viene stampato il motivo del coccodrillo attraverso un processo chiamato goffratura. In genere, la pelle stampata presenta un disegno molto omogeneo, con squame della stessa dimensione e forma sia sulla pancia sia sui lati. Al contrario, nelle pelli pregiate è evidente l’irregolarità naturale delle squame. L’adozione della stampa risponde sia a una questione di prezzo sia a una presa di posizione: alcune aziende hanno infatti scelto di non utilizzare pelli esotiche o pellicce nelle loro collezioni.

 

«Quello che il pubblico spesso non sa è che il commercio di pelli pregiate è iper controllato, con numerose certificazioni», racconta Greta Puccioni di La Patrie, azienda specializzata nella concia di pelli pregiate. «Il controllo sugli allevamenti, sull’approvvigionamento e sulla produzione è estremamente rigoroso. Comprare un articolo in pelle pregiata garantisce al cento per cento il controllo e la provenienza del prodotto, non sempre tracciabile né altrettanto sostenibile in altri materiali.»

Negli ultimi anni, gli scandali hanno aumentato l’attenzione su trasparenza, tracciabilità e consapevolezza di ciò che si acquista. Il prezzo, oggi più che mai, deve essere giustificato dalla qualità. «Alcuni brand sono tornati a utilizzare pelli esotiche dopo anni di stop. Questo perché i clienti che acquistano questi prodotti apprezzano l’intero sistema che c’è dietro: la ricerca, la lavorazione e l’esclusività del prodotto. E sono disposti a spendere cifre molto alte.»